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  1° Trofeo Città di Formello (Roma)
Inviato da: Macillo - 19-09-2019, 11:49 AM - Forum: Tornei Nazionali - Nessuna risposta

Il 13 Ottobre 2019 la Lega Nazionale Subbuteo in collaborazione con il club Black Rose Roma ed il Subbuteo Club Roma Nord, organizzano:

1° TROFEO CITTA' DI FORMELLO

Informazioni direttamente su questa discussione o alla mail info@leganazionalesubbuteo.it

Iscrizioni qui: ISCRIVITI AL TORNEO

Il torneo sarà diviso nelle due specialità principali del gioco: subbuteo tradizionale e calciotavolo!

Puoi scegliere come divertirti insieme a tanti amici!

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TUTTE LE INFO VERRANNO PUBBLICATE SULLA DISCUSSIONE QUI: Torneo Città di Formello

   

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  1° Torneo Città di Formello (Roma)
Inviato da: Macillo - 19-09-2019, 08:59 AM - Forum: Tornei Nazionali e Regionali - Nessuna risposta

Il 13 Ottobre 2019 la Lega Nazionale Subbuteo in collaborazione con il club Black Rose Roma ed il Subbuteo Club Roma Nord, organizzano:

1° TROFEO CITTA' DI FORMELLO

Informazioni direttamente su questa discussione o alla mail info@leganazionalesubbuteo.it

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  Un nome che è sinonimo di calciotavolo: Stefano Buzzi!
Inviato da: Macillo - 16-09-2019, 08:59 AM - Forum: Le interviste! - Nessuna risposta

Quando si parla di CdT e soprattutto di FISCT c'è un nome che è imprescindibile per capire davvero la storia: Stefano Buzzi
Oggi abbiamo il piacere di farci raccontare un po' di aneddoti direttamente da lui.

1) Ciao Stefano e benvenuto su Sportivamente Calcio Tavolo. Partiamo dalle presentazioni: chi è Stefano Buzzi e come è nata la passione per il Subbuteo (e per i panini)?
R: Ciao a tutti.
Diciamo che è nata prima quella per i panini, essendo nato in una famiglia che ha gestito negozi di Gastronomia a Milano sin dal 1890.
Mi sono poi “ammalato” di Subbuteo contraendo il morbo a casa di amici che lo avevano ricevuto in dono dall'Inghilterra, non essendo a quei tempi ancora in vendita in Italia.


2) Tu hai seguito tutto lo sviluppo di questo gioco, cosa ricordi con più piacere degli anni d'oro?
R: Ho avuto la fortuna di giocare contro quasi tutti i "monumenti” nazionali (manca solo Eddie [Edoardo Bellotto, ndr]) e ricordo un 8-1 per Frignani a Mestre nel 1982, con la palla grande ed il portiere a terra. Uno spettacolo: palla che non si fermava mai, aperture al volo, assist, pallonetti ed un gioco pulito che da sempre ne contraddistingue la classe cristallina, tanto che ancora oggi a Renzo mi viene da dare del “Lei” per una forma automatica di rispetto dettata da pura ammirazione per il giocatore incredibile e per la magnifica persona.

3) ...Però a un certo punto qualcosa è cambiato e il gioco ha perso seguito... Come è avvenuta la transizione al CdT?
R: Un problema linguistico: la scritta Table Soccer è da sempre sulle confezioni, solo che noi italiani siamo ignoranti come capre e la scritta è stata erroneamente tradotta come Calcio in Miniatura. Per il resto, giochiamo tutti allo stesso gioco, solo che sono state inventate categorie e divisioni per permettere a tutti di portarsi a casa la coppetta. Non esiste chi gioca per perdere.

4) Come abbiamo detto il tuo nome è legato indissolubilmente alla FISCT: hai voglia di raccontarci come è nato tutto?
R: Premesso che se avessimo avuto tutti a disposizione le basi DUX della ACM di Zappino oggi non esisterebbero altri materiali, brevemente ero stufo di veder giocare con regole di quartiere applicate diversamente fuori casa; stanco di vedere gente che si vestiva come gli pareva (divisa della “Maggica” compresa di scarpe coi tacchetti per citarne uno divertente), disgustato dalle organizzazioni sui fogli a quadretti. Così mi sono guardato intorno, ho studiato le altre regioni attaccandomi come una cozza all’Ing. Tonarelli che nel 1988 aveva già il software di gestione iscritti e tornei in DOS (il file Excel alla base di tutti i nostri tornei è il suo file “Italia 1982”). Atterrato a Sucy en Brie ho conosciuto il GENIO ASSOLUTO di Laurent Garnier, la cui “Guide 1988” ho tradotto nell'estate successiva. Applicato il tutto prima in Lombardia fornendo una GUIDA comprensiva del Regolamento GP Lombardo che ancora è alla base di quello FISCT 2019 (30 anni? Auguri!), vincemmo tutto quello che c’era da vincere dal 1990 al 1996: 5 titoli a squadre, 4 di singolo con 4 giocatori diversi, 2 Coppe Italia e la ciliegina della Coppa Campioni 1994, dove battemmo in semifinale la nazionale portoghese che avrebbe vinto di lì a poco l’Europeo ed in finale la nazionale Belga Campione a squadre in carica, rinforzata da tale Fuseau, allora Campione d’Europa open.
Alla fine mi son detto: “Quasi quasi applico la stessa organizzazione in Italia dove non vinciamo da un pezzo”.
Non l’avessi mai fatto: mi guardarono come dei pesci rossi, tutti tranne altri 7 Club con cui fondai la FISCT e riportammo la Nazionale alla vittoria. Il resto è la solita storia di opportunismo italiano in cui tutti salgono sul carro del vincitore, tentando di distruggerlo.
Per fortuna c’è stato Gianluca [Gianluca Galeazzi, ndr].


5) Dopo anni di crescita oggi assistiamo a un ridimensionamento del movimento CdT, anche se nel complesso i giocatori aumentano grazie al ritorno dell'Old: da "osservatore esterno" secondo te da cosa dipende? E cosa pensi sarebbe necessario fare per invertire la tendenza?
R: Ti ho già risposto sopra: giochiamo tutti alla stessa cosa, ma invece di creare una struttura piramidale dove ognuno abbia il proprio spazio in base ad aspirazioni ed atteggiamento, qualche fesso ha pensato bene di rendersi antipatico agli altri, facendo il gioco di qualche altro fesso che naturalmente esisteva pure dall'altra parte.
Io adoravo lo spirito rivoluzionario che ha animato l’OLD nei suoi momenti iniziali, dato che mi ricordava il fuoco che provavo nel contrappormi alla multinazionale nei primi anni ’90. Claudio [Claudio Girolimoni, ndr] poi, è il mio preferito: gli farei un monumento tanto sono belle e fantasiose le sue tavole dedicate alla passione per il gioco.


6) Non esiste torneo di Natale senza i panini del Buzzi, ma rivedremo prima o poi Stefano sul panno verde?
R: Ho finito anni fa a Biella, vincendo la partita decisiva nella finale a squadre: cosa tornerei a fare?

7) Ma cosa c’è nei tuoi panini SPECIAL?
R: Non te lo dirò MAI!!!

Anche se non siamo riusciti a scoprire il segreto dei tuoi mitici panini (ma non demordiamo!), ti ringraziamo per aver risposto alle nostre domande. Sicuramente avrai ancora mille aneddoti da raccontare e, per chi volesse approfondire il discorso, ricordiamo che questa intervista verrà pubblicata giovedì 27 anche su ForumSubbuteo.it, dove sarà possibile farti altre domande e chiederti maggiori dettagli (anche sui panini!).

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  Hanno parlato di noi a Piacenza!
Inviato da: Macillo - 13-09-2019, 09:26 AM - Forum: Rassegna Stampa - Nessuna risposta

La Libertà di Piacenza, quotidiano locale, ha dedicato un bellissimo servizio al torneo "I Trofeo Città di Paicenza - Borgo Faxhall Cup"

Grazie!

   

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  Let's Play a Roveleto di Cadeo (PC)
Inviato da: Macillo - 13-09-2019, 09:07 AM - Forum: Eventi Promozionali - Risposte (1)

Domenica saremo presenti a Roveleto di Cadeo in occasione della manifestazione "Let's Play" all'interno della famosa XXVI FIERA DELLA BANCARELLA!

Con la nostra postazione, gazebo e campi saremo a disposizione di tutti coloro che desidereranno approcciarsi al nostro gioco.

Il programma della giornata, che trovate anche sull'evento Facebook, prevede:

- Ore 11.00 finale campionato provinciale
- Ore 14.00 sfida Max Barbieri e vinci una scatola di gioco Zeugo completa
- Ore 16.00 sfida Carlo Ciraolo e vinci un premio marchiato Zeugo

Vi aspettiamo numerosi per divertirci tutti insieme!!

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  presentazione
Inviato da: Robuteo - 10-09-2019, 01:03 PM - Forum: Presentazione - Risposte (1)

Felice di essere accolto da voi  in questo magnifico forum subbuteo
Molti mi conosceranno ,molti mi avranno ,solo, sentito nominare ,cmq io sono Roberto Piccoli (alias Robuteo) ,forse uno deigiocatori più anziani del ns bellissio Hobby. 60 anni appena compiuti,ma gioco a subbuteo dal'lontanissimo 1967/68. I Parodi nn avevano ancora aperto la loro famosa e meravigliosa azienda! Primitornei a cui partecrpai  i1973 iReg.li Venezia Mestre per le qualif ai campionati ita. poi altre tornei importanti,in giro per il bel paese, fino ai primi anni '80. Successivamente per vari motivi subbuteistici e nn mi sono allontanato dall'attività per riprenderla nel 2008,quando lessi un articolo sul quotidiano veronese che parlava di subbuteo. Da quel momento ho ripreso alla grande con partecipazioni a tornei anche in GB ,Austria  e Svizzera. Ol tre a vari camp italiani ind e di squadra con il club di cui faccio parte ASD SUBBUTEO VERONA affiliato alla FISCT. Ciò nn ci meno intendo tesserarmi anche alla LNS  ,dove ho trovato un ambiente genuino,semplice pieno di amci ,correttezza e idee innovative per portare avanti la ns attività di subbuteo!  NN meno importante l'affiliazione al CONI con annessi e connessi! MI auguro di partecipare ad altri vs eventi e spero in una fattiva collaborazione anche con la FISCT!!!
Buon Subbuteo a tutti!
P.S IO partecipo ,gioco e mi interesso SOLO di Subbuteo tradizionale o OLD come si suole definirlo!  Wink

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  I torneo Città di Piacenza - Borgo Faxhall Cup
Inviato da: Macillo - 27-08-2019, 06:17 PM - Forum: Tornei Nazionali e Regionali - Risposte (10)

8 settembre a Piacenza, presso il centro commerciale Borgo Faxhall, si giocherà il I Torneo “CITTÀ DI PIACENZA - BORGO FAXHALL CUP”. 

Regolamento Old Subbuteo e materiale subbuteo e repliche. 

Iniziò torneo ore 10.00 - iscrizione € 10,00 aperta a tutti

Iscrizioni alla mail info@stradivari.eu

Primo elenco iscritti:
Simone Pozzoli
Maurizio Iandolo
Andrea Gobbi
Massimo Brigati
Christian Gennari
Gustavo Roccella
Mauro Simonazzi
Carlo Ciraolo

Primo premi tabellone Master: soggiorno di una settimana per 4 persone offerto dallo sponsor istituzionale di Lega Nazionale Subbuteo, Spot&Go!

Forza ragazzi, iscrizioni aperte!!
   

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  Beniamino da Perugia.
Inviato da: bengi3 - 03-08-2019, 05:30 PM - Forum: Presentazione - Risposte (3)

Avevo fatto la mia scelta: il garage con 3-4 amici: basta old, basta Fisct. Ora questa nuova avventura mi dà un po’ di speranza e forse il pezzo che scrissi tre anni fa nella bacheca della mia pagina Facebook su Subbuteo potrebbe essere aggiornato. Intanto lo copio qui a mo’ di presentazione...

SUBBUTEO - BEST OF BOTH WORLDS
 
Estate 1981, Inghilterra. A ripensarci ora sembra strano, quasi inverosimile. Eppure in quelle quattro settimane a Torquay nella "British Riviera", durante il primo vero viaggio da solo, non pensai mai a Subbuteo. Non ci avevo riflettuto prima, ma quel viaggio segnò, per me e credo per molti della mia generazione, il passaggio dall'infanzia all'adolescenza. Ognuno di noi ha avuto altri eventi, più o meno importanti, emotivi o drammatici, ma quei viaggetti organizzati in Inghilterra, col pretesto di imparare o perfezionare l'inglese, rappresentarono per molti della mia generazione uno spartiacque. Ne parla anche Fabrizio Ghilardi nel suo «Wembley in una stanza». Fu così che quell'estate inglese, con qualche puntata a Londra, si lascia ricordare per la caccia alle ragazze, per i pub, per il clima strano, per le sciarpe Burberry da riportare a casa e per delle buffe macchine simili a delle Mini, ma più squadrate e moderne, le Austin Metro e per il matrimonio di Carlo e Diana.
Subbuteo invece non era più nella nostra mente: oggi è evidente e me ne rendo conto, mentre allora, sommerso da così tanti interessi diversi, nemmeno riusciva a fare capolino tra i pensieri dell'adolescente impegnato a fronteggiare le nuove esperienze.
Ripercorrere l'epopea del mio Subbuteo è abbastanza facile e si può compendiare in tre anni intensi, quelli delle scuole medie e quindi in altri tre o quattro anni da comprimario con qualche partitella per lo più in solitaria. Poi l'oblio, col campo sulla tavola in leggero tamburato trasferito prima in soffitta e poi in cantina e infine in garage, appoggiato sulle condotte del riscaldamento sotto al soffitto: presenza continua e rassicurante ogni volta che era il momento di prendere il motorino o la macchina. Le squadre in un cassetto, vicino ad attrezzi e cianfrusaglie varie e il campo sempre lì, pronto per "quando avrò tempo, quando avrò dei figli".
E così è stato. Un abbozzo di ritorno di fiamma c'è stato con la prima uscita «Subbuteo La Legenda» in edicola, cui ha fatto seguito la ricerca in internet della parola magica «Subbuteo» e la scoperta di un mondo, anzi di due mondi in eterna lotta. Ho scoperto che quel Subbuteo di scatole verdi e di pomeriggi passati nel negozio di fiducia ad aprire i coperchi e a sognare acquisti futuri di squadre e accessori, non esisteva più, ma era stato soppiantato da un gioco simile, a diffusione mondiale, addirittura organizzato in federazioni e tornei. Un gioco simile, identico al vecchio Subbuteo agli occhi del neofita, ma così diverso da aver determinato la nascita di movimenti e correnti degni della peggior politica. E fu così che la visione dei panni verdi, delle porte World Cup con reti rosse o blu, del pallone «Tango», ad un evento "old" ossia a un evento organizzato dei fautori del Subbuteo di una volta, fece scoppiare la scintilla cui hanno fatto seguito tre anni intensi fatti di frequentazioni di un club Subbuteo di appassionati, di acquisti compulsivi su eBay e dei ripetuti tentativi di capire la filosofia dell'old Subbuteo. Modellismo, collezionismo, feticismo, agonismo, nostalgia? Un po' di tutto, ma il mix che ne esce fuori è solo la brutta copia del Subbuteo della nostra infanzia.
L'old Subbuteo, a detta dei suoi sostenitori, si rifà alle atmosfere di quando si giocava a carponi sul pavimento del corridoio o sul tappeto del salotto e che Fabrizio Ghilardi ricorda appunto come «Wembley in una stanza». L'idea, nostalgica e affascinante, si scontra purtroppo con la logica della vittoria a tutti i costi che pervade il calcio a tutti i livelli e per cui nemmeno una riproduzione in scala 1:100 ne è esente.
In tre anni di tornei ho ritrovato gli stessi bambini degli anni '80: ho ritrovato il distratto, il prepotente, l'altruista, il disonesto, il furbetto, il sincero, il pasticcione, il preciso. Da bambino e ragazzino li tolleravi senza nemmeno accorgertene, facevano parte dell'ambiente in cui muovevi i primi passi, il tuo mondo, la tua vita, ma da adulto no, non ce la fai più. Da adulto vuoi i tuoi simili: se sei un furbetto andrai d'accordo coi furbetti, se sei un onesto cercherai i tuoi compagni di gioco tra i sinceri e così via. L'old Subbuteo però, non si accontenta di ricreare le atmosfere degli anni '70 e '80, l'old Subbuteo va oltre: impone regole ferree, esige che si giochi con le miniature e gli accessori d'epoca, impone un regolamento scritto male e che mal si adatta a un gioco, a un passatempo e organizza tornei dove la voglia di vincere dei partecipanti è la stessa che si trova in qualsiasi torneo, persino in quello di bocce alla spiaggia, dove arzilli pensionati si danno battaglia nelle prime ore del pomeriggio. L'old Subbuteo però ha abolito l'arbitraggio, in nome dei tempi che furono, dimenticando che da bambini non c'era la malizia e che la maggior parte dei bambini normali, crescendo ha smesso di giocare a Subbuteo.
Ecco che allora, mentre il giocatore di Subbuteo occasionale si organizza a casa sua, negli stessi garage e soffitte polverose dove tutta l'attrezzatura, il campo e le squadre avevano sostato per decenni e dove ora, in compagnia di musica anni '80 e dei ricordi del calcio di "una volta", organizza raduni coi suoi simil (altruisti, furbetti o pasticcioni che siano), raccattati tra genitori conosciuti nel piazzale antistante la scuola dei figli, l'agonista, appese le scarpette da calcio al chiodo, si affaccia a un altro circuito, all'apparenza più serio, ma in fondo ugualmente demenziale, se gestito senza il necessario distacco. Mi riferisco al circuito del cosiddetto calcio da tavolo, ossia dell'evoluzione tecnica e tattica del gioco originale. Qui ci sono arbitri, materiali tecnologici, sponsor, campionati, coppe e classifiche, tornei Open, per veterani e per campioni. Qui si partecipa per vincere, non c'è poesia, non c'è collezionismo. Le squadre sono strumenti per vincere la partita e ci sono materiali che favoriscono l'aggancio, il tiro, il possesso palla o i lanci e ogni giocatore sceglie la combinazione più adatta alle sue caratteristiche.
I due circuiti non hanno punti di contatto: sembra quasi che, scelto un tipo di gioco si debba rinnegare l'altro, ma non per compensibili motivi tecnici, per cui ad esempio il giocatore che predilige il gioco veloce su panni scorrevoli rischia di rovinare la sua tecnica se perde troppo tempo a giocare su panni lenti, ma solo per incompensibili motivi di appartenenza a uno o all'altro circuito.
Io ho fatto la mia scelta e a scapito dei risultati negli eventuali tornei cui parteciperò, ho attezzato una sala in cui si può giocare sia a Subbuteo, secondo la logica old, che a calcio da tavolo, secondo la logica new. Best of both worlds direbbero gli inglesi!

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  From the hell!! Mauro Simonazzi
Inviato da: Macillo - 02-08-2019, 02:49 PM - Forum: Le interviste! - Risposte (1)

Oggi intervistiamo Mauro Simonazzi, presidente della Lega Nazionale Subbuteo Opes Italia che ringraziamo per la disponibilità e che speriamo aiuterà a dare delle risposte ai tanti dubbi nati in questi mesi.


Ciao Mauro, benvenuto anche a te su Sportivamente Calcio Tavolo. Prima di entrare nello specifico della LNS (Lega Nazionale Subbuteo), ti va di raccontarci qualcosa di te e di come ti sei avvicinato al #Subbuteo?

R: Ciao, come tutti ho iniziato da ragazzino. Il mio primo Subbuteo fu l’edizione Monaco ‘74. Regalo della promozione. Da subito mi innamorai del gioco e ad ogni ricorrenza mi facevo regalare una squadra. Con Argentina ’78 raggiunsi il culmine. Qualche torneo di quartiere ed infine un campionato regionale dove mi fermai alle semifinali.
Smisi quando iniziai a giocare a Pallavolo.



D: Partiamo dal tuo club: tu sei anche il Presidente del Club Subbuteo Roma Nord, ci racconti com'è nata questa avventura?

R: L’avventura è nata per caso. Cinque anni fa ero a cena da Gianluca Indino (vice presidente LNS) e tra una chiacchiera ed un’altra vedo da una parte il campo di subbuteo. Lì si è riaccesa la passione. Dapprima partite nelle nostre case coinvolgendo amici e poi…. Abbiamo creato il club. Volevo però sottolineare che oramai non sono più il Presidente del club perché essendo Presidente del Settore Nazionale Subbuteo non posso ricoprire entrambe le cariche. Gianluca è il Presidente.


D: ...E a un certo avete deciso di fare un passo in più e avete cominciato a pensare a un progetto “più in grande”, la Lega Nazionale Subbuteo. Ci racconti come è nata l’idea e come è nata la collaborazione con OPES, che è uno degli EPS più importanti legati al CONI?

R: L’idea fu di Marco Perissa (Presidente OPES).
Venimmo invitati come club al ROMA SPORT EXPERIENCE, per promuovere il subbuteo in uno stand appositamente allestito, cogliendo anche l’occasione per organizzare il nostro primo torneo di club. 
Non ci crederete ma fu uno dei padiglioni più visitati con un enorme afflusso di pubblico, lasciammo ben 2 campi liberi per far provare adulti e bambini, con innumerevoli contatti a seguire di persone interessate al gioco.
Da lì l’idea di Marco di provare a fare qualcosa di importante per il Subbuteo sfruttando le potenzialità dell’Ente di Promozione Sportiva e le mie competenze in materia di marketing ed eventi.
L’incontro successivo con i vertici CONI ci fece capire che con una giusta strategia il nostro gioco poteva essere finalmente riconosciuto come una disciplina: Avere alle spalle uno (se non il più importante) Ente di Promozione Sportiva del CONI permette di avere degli innumerevoli vantaggi nell’organizzazione di eventi e tornei, un’organizzazione seria e capace che rispettando le regole dello sport, dell’associazionismo e della legalità, ci mette in contatto con un mondo finora inesplorato.
Fu grande l’emozione quando fui eletto ufficialmente nella Sala dei Presidenti del CONI come Presidente del Settore Nazionale Subbuteo alla presenza, tra gli altri, di Giovanni Malagò che passò a farci un saluto. 
I successivi riscontri mediatici ci fecero capire che avevamo preso la giusta direzione nonostante alcuni attacchi ingiustificati.



D: Perdona la domanda “scomoda”, ma credo sia quella che la maggior parte dei giocatori si stia facendo in questo momento: In Italia esiste già una federazione, la FISCT, m e negli ultimi mesi ci sono stati molti discorsi legati al dualismo con la LNS.
Ti andrebbe di chiarire quali siano gli scopi della LNS e se veramente le due realtà siano in contrasto, o se invece ci siano margini di collaborazione?


R: Il problema del dualismo è nato per una serie di incomprensioni e dichiarazioni non corrispondenti ai fatti da parte di alcuni membri dell’associazione FISCT.
Il Settore Nazionale Subbuteo OPES attraverso la LNS (che è l’associazione che consente il rispetto delle regole associazionistiche e sportive all’interno del CONI) non ha mai voluto contrastare nessuno dei movimenti in essere (FISCT o OLD Subbuteo), anzi: Soprattutto con i primi ha tentato ripetutamente di trovare accordi per far sì che il movimento (Subbuteo e Calcio Tavolo) trovasse una giusta collocazione nel mondo a cinque cerchi, ma, anche a causa di alcune esternazioni e posizioni prevenute, non si è mai arrivati a finalizzare la collaborazione.
Lo scopo di LNS è quello di trovare un punto d’incontro tra chi vuole un settore agonistico e chi invece ama solo la parte amatoriale del gioco, ribadisco pertanto che i “margini” di un accordo sono tutt’ora presenti e ampi. 
Bisogna solo capire se tutte le realtà vogliano la stessa cosa, noi siamo sempre aperti al dialogo anche perché con l’attuale divisione ne risente tutto il movimento.

A riprova di ciò all’interno di LNS non sono stati posti veti e consentiamo ai nostri associati di giocare liberamente anche nelle altre realtà, perché riteniamo il Subbuteo ed il Calcio Tavolo un gioco di tutti; senza contare che questo è un diritto spiegato molto chiaramente negli articoli della Costituzione che si occupano di associazionismo.
In ultimo vorrei sottolineare che, alla data di oggi, la Lega Nazionale Subbuteo è l’unica associazione in regola con lo Statuto del CONI, condizione indispensabile per far ripartire il processo di riconoscimento ufficiale del movimento.


D: Uno dei punti forti del vostro programma è quello della promozione, soprattutto verso i giovani. So che avete in ballo diversi progetti, ce ne puoi illustrare qualcuno in anteprima?

R: I progetti sono molti.
Il primo, nonché quello che ci sta più a cuore, è il PROGETTO SCUOLA!
Inutile girarci attorno… Senza i ragazzi, il Subbuteo avrà vita breve.
Abbiamo presentato al MIUR, al CONI ed a diversi provveditorati il progetto che intende portare in maniera stabile il gioco nelle scuole, ovvero realizzare un circuito sportivo all’interno delle scuole con tornei d’Istituto in cui i vincenti si incontreranno in una grande finale Nazionale, probabilmente al Foro Italico o in altri luoghi prestigiosi similari.

Parallelamente sta nascendo il percorso di formazione per docenti ed istruttori: E’ chiaro che per entrare nelle Scuole non è sufficiente essere buoni giocatori di subbuteo, ma bisogna avere un’abilitazione ufficiale riconosciuta dal MIUR e dal CONI come educatori e formatori. 
Qualsiasi altra forma di promozione scolastica lascia il tempo che trova e ci espone a rischi molto alti: per questo la nostra idea è quella di coinvolgere i docenti, che lavorano già tutti i giorni con i ragazzi, per creare una rete formativa efficace e molto più capillare di quanto non potremmo realizzare sfruttando solo la disponibilità dei giocatori.

Lascio per ultimo il progetto di formazione arbitrale che dovrebbe prendere il via entro il 2019: Si tratta di un vero e proprio corso per chi ne farà richiesta per approfondire le regole e poter essere abilitato alla professione di arbitro da gara.
Inoltre tutti i corsi di cui parlo verranno effettuati sotto l’egida del CONI presso le loro sedi (stiamo definendo i dettagli).


D: Quella che parte è la vostra prima vera stagione, so che già molti club hanno scelto di associarsi a voi e altri sono in procinto di farlo. Se dovessi dare loro una piccola anticipazione su cosa aspettarsi, quale sarebbe? E cosa diresti a chi invece è ancora indeciso se associarsi con voi o meno?

R: Il mio sogno rimane sempre quello di non creare un parallelismo con gli altri circuiti poiché per me rimane prioritario il gioco e non la poltrona. 
Qualora non ci si riesca, stiamo organizzando un circuito di tornei promozionali e competitivi che prenderanno il via tra Settembre ed Ottobre cercando di non ostacolare e di non sovrapporci, per quanto possibile, alle altre associazioni.

Per la seconda parte della domanda faccio un po' fatica in due righe. 
Diciamo che la più grossa differenza è la libertà associativa per i propri iscritti, ovvero viene meno la necessità di essere ASD o associazione con codice fiscale.
E cosa significa questo per i club?
Significa poter uscire dalla situazione introdotta con la riforma del Terzo Settore del 2017: Ricordo infatti che per poter iscrivere una ASD è necessario praticare uno sport riconosciuto dal CONI, cosa che in questo momento il subbuteo non è, al fine di ottenere il proprio codice univoco.
Si è anche speculato sul fatto che la LNS sia “solo” un ASD, ma questo è un requisito normativo necessario per iscriversi ad OPES; ci tengo a sottolineare nuovamente che la LNS è il settore ufficiale di OPES per quanto concerne il subbuteo in tutte le sue forme e proprio per questo ha ottenuto di essere riconosciuta come associazione sportiva.
In questo modo è possibile iscriversi e iscrivere il proprio club attraverso una semplice scrittura privata, venendo così incontro a tutte quelle realtà che non possono ottenere lo status di ASD diversamente (se non correndo grossi rischi legali) e garantendo loro i vantaggi di un EPS, primo fra tutti una copertura assicurativa durante ogni manifestazione organizzata e a cui farà parte.
Inoltre avere alle spalle un EPS significa avere la certezza di una giustizia equa e rispettosa dei regolamenti dello sport, in quanto gestita da professionisti esterni al movimento, cosa che rappresenta una novità assoluta nel nostro mondo.



D: Chiudiamo con un piccolo excursus verso il futuro: Dove vedi il subbuteo/CdT tra 5-6 anni e cosa pensi occorra fare ora per far sì che il movimento non si spenga quando lasceranno i giocatori storici?

R: Ribadisco che FONDAMENTALE è il progetto scuole. Senza un progetto serio (e non di facciata) il movimento in massimo 10 anni collasserà. 
Se riuscissimo a far convergere tutte le professionalità di questo mondo, magari diventeremo disciplina olimpica... Ma questo è un SOGNO ENORME.



D: Cos'è il Subbuteo per te?

R: Per me il Subbuteo è passione, divertimento, astuzia, intelligenza, tecnica, agonismo ma soprattutto il modo di stare con tante persone e condividere insieme un gioco tra i più belli del mondo. Adoro questa frase: “quando ci si invecchia si smette di giocare? NO! Si invecchia quando si smette di giocare…”

Ringraziamo Mauro Simonazzi per le sue risposte, sappiamo che in molti vedono questa nuova realtà con un po’ di diffidenza e speriamo che questa intervista possa aiutare a dirimere qualche dubbio e perplessità.
L’importante secondo noi è che tutte le energie possibili siano rivolte alla crescita e speriamo che la prossima stagione che sta per iniziare possa essere una svolta per tutto il movimento.

Vi invitiamo anche a partecipare attivamente con domande qui sulla pagina o su Forumsubbuteo.it!


A presto e buon subbuteo!!

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  Risponde la FISCT. Grazie a Cesare Natoli
Inviato da: Macillo - 30-07-2019, 09:24 AM - Forum: Le interviste! - Nessuna risposta

Ciao Cesare e benvenuto nella nostra rubrica. Innanzitutto grazie per aver accettato il nostro invito e per essere qui a rappresentare la FISCT, ma prima di entrare nel merito del tuo ruolo ufficiale ti andrebbe di raccontarci chi è Cesare Natoli e come sei entrato in contatto con il Subbuteo?


Grazie a voi per l’invito, a nome mio e del Consiglio Direttivo. Nella vita faccio l’insegnante di Filosofia e Storia e il musicologo. Sono sposato e ho due figli. Come molti della mia generazione, ho conosciuto il subbuteo alla fine degli anni ’70, quando ricevetti una scatola come regalo per la prima comunione. Mi iscrissi a un club di Messina, affiliato alla FICMS. Conservo ancora gelosamente la tessera. Il club fece una discreta attività, ma solo a livello locale, sino al 1981. Poi si sciolse. Nel 1983 lo rifondai, ma eravamo solo in tre tesserati. Poi restai solo, perché gli altri si trasferirono. Non mi arresi: giocavo per ore anche in solitaria, organizzando tornei su tornei. Dalla seconda metà degli anni ’80, però, gli impegni di studio presero il sopravvento. L’ho riscoperto grazie al web e a quelli che poi diventeranno i miei attuali compagni di club. nel 2008.

D: La tua Sicilia è sicuramente una delle regioni più vive dal punto di vista subbuteistico, qual è stato il tuo contributo negli anni e come pensi possa evolvere in futuro?

R: Direi che la vivacità e la salute del movimento calciotavolistico siciliano sono il frutto di un lavoro corale. Per primi vanno citati i club di Siracusa e Catania, che hanno tenuto accesa la fiammella anche negli anni bui. Successivamente, sono nate diverse nuove realtà, che hanno avuto la capacità di agire in maniera sinergica, lavorando molto sui giovani e sugli esordienti (è proprio in Sicilia che abbiamo realizzato la sperimentazione della categoria esordienti, oggi trasformata in quella sorta di cadetteria che chiamiamo “promozione”) e dando vita a un circuito regionale veramente molto attivo. I frutti si raccolgono già da diversi anni: basti pensare a realtà come Barcellona Pozzo di Gotto (promossa quest’anno in serie A con il Catania), Bagheria, splendida protagonista in serie B, Palermo, fresca della promozione in C, dove andrà a far compagnia al Messina. Sono inoltre certo che presto riprenderà quota anche il Siracusa.

D: Volendo trovare un parallelismo tra Subbuteo e filosofia potremmo dire che esistono una scuola “classica” ed una “moderna” con relative peculiarità ed estimatori, più o meno oltranzisti, dell’una e dell’altra. Come si pone il Professor Natoli rispetto a queste due realtà?

R: Credo si tratti davvero di due filosofie di gioco diverse. E, per certi versi, la Fisct, pur avendo giustamente perseguito da quattro anni a questa parte, con convinzione, l’organizzazione di attività agonistiche anche con il subbuteo tradizionale, oltre a quelle consuete calciotavolistiche, ha il dovere di lavorare affinché tali identità e peculiarità vengano conservate. Al contempo, però, va ricordato che per chi ci guarda dall'esterno tale differenza, sostanzialmente, non esiste, e di questo, in termini di promozione e divulgazione, dobbiamo tenere assolutamente conto. Di contrapposizioni e integralismi, invece, non vorrei mai sentire parlare: sono atteggiamenti miopi e improduttivi per tutti.

D: Parliamo ora del tuo ruolo all'interno della FISCT, visto che tu sei il Responsabile comunicazione e sviluppo giovani. Al di là del titolo autoesplicativo, ci potresti illustrare nel dettaglio i compiti che ti spettano?

R: Guarda, anche prima di entrare nel consiglio direttivo mi è sempre piaciuto offrire un contributo al movimento, sostanzialmente, su tre fronti: l’approccio al gioco da parte dei più giovani, l’attenzione nei confronti di chi, da adulto, inizia o ricomincia a giocare (quando ho ripreso io, infatti, ho avuto quasi subito l’impressione che si potesse fare di più per incoraggiare i neofiti e prestare loro una maggiore attenzione) e fare qualcosa per la comunicazione, dal momento che sono anche giornalista pubblicista. Così, quando si è concretizzata la possibilità di entrare nel board, il presidente e gli altri membri mi hanno chiesto di continuare su queste tre direzioni.

D: Il discorso dei giovani e del loro sviluppo è sicuramente uno degli argomenti più “spinosi” del nostro mondo, se non il più spinoso, e negli anni si sono provate molte soluzioni senza però trovare una strada veramente efficace. Quali sono gli interventi che state attuando in questo momento e quali quelli che vorreste far partire in futuro?

R: Dici bene: si tratta di un tema molto delicato e complesso. Già nel 2014 me ne sono occupato, come coordinatore della commissione giovanile. Direi che esistono due ordini di difficoltà, per certi versi estranei alla volontà di questo o di quel direttivo; tre problemi esterni, difficili da affrontare. Il quarto, invece, può forse essere affrontato con successo dal direttivo, a patto che si riesca a trovare la giusta soluzione. Vado per ordine. Per prima cosa, va ricordato che i giochi da tavolo subiscono da anni la concorrenza crescente dell’uso di dispositivi elettronici, com'è noto. In secondo luogo, l’attività agonistica presuppone spesso dei grandi spostamenti in termini di distanza e un’assunzione di responsabilità molto forte da parte degli adulti che gestiscono il club; per non parlare del fatto che non è affatto semplice trovare genitori disposti ad affidare i propri ragazzi ai club perché li portino a centinaia di chilometri di distanza per uno o più giorni. Spesso, infatti, gli under sono figli di giocatori, o, comunque, vengono accompagnati nelle trasferte dai genitori. Terza cosa: oggi i ragazzi vengono iscritti dai genitori a club e associazioni che praticano vari sport, come il calcio, il tennis, il nuoto. Un genitore sa che, in base allo sport scelto, avrà dei vantaggi per il figlio: il nuoto allarga le spalle, il calcio lo fa muovere e socializzare, e così via. Nel calcio da tavolo, invece, non si è mai chiari su quali possano essere i vantaggi della sua pratica; vantaggi che, invece, ci sono. Questi tre sono problemi strutturali, sui quali è difficile intervenire, anche se non impossibile. In quarto luogo, ci sono le strategie che un direttivo può mettere in atto. Noi, ad esempio, stiamo puntando sul progetto scuola, che dà la possibilità ai club interessati di presentare un progetto alle scuole del territorio per l’insegnamento del calcio da tavolo-subbuteo e di usufruire di un piccolo supporto economico da parte della FISCT. L’auspicio è che i ragazzi vengano poi al club, ovviamente. Ma anche se ciò non accade si saranno comunque raggiunti due obiettivi: centinaia di ragazzi avranno conosciuto il subbuteo e noi avremo acquisito una dignità didattica e pedagogica della quale abbiamo assolutamente bisogno, anche per i motivi che ho esposto prima. Un’altra cosa sulla quale stiamo lavorando è la collaborazione con la PGS, l’ente di promozione sportiva con il quale abbiamo siglato un importante accordo degli scorsi mesi. Le polisportive salesiane, infatti, prestano molta attenzione al mondo giovanile e avremmo l’intenzione, l’anno prossimo, di avviare attività negli oratori. Speriamo di riuscirci. Del resto, è probabilmente solo incrementando le attività locali che la partecipazione dei giovanissimi può crescere, anche per i motivi che ho esposto in precedenza e relativi al problema delle distanze.

D: Un altro argomento che genera molte discussioni è la partecipazione attiva dei giocatori al di fuori dell’impegno dei campionati nazionali. Come membro del Direttivo, che ha quindi maggiore visibilità sui numeri reali, qual è secondo te il reale stato di salute del movimento?

R: Come sai bene, si parla spesso del fatto che i club sono ‘campionatocentrici’, ossia interessati prevalentemente ai campionati nazionali a squadre. In parte, francamente, è vero. Tuttavia, non per tutti è così e a fronte di alcuni tornei che fanno pochi numeri ce ne sono altri che hanno sempre molto successo in termini di partecipazione. La differenza credo la faccia la qualità dell’organizzazione, il più delle volte. I tesserati, al momento, sono circa 1600. Di più rispetto a qualche anno fa, certo, ma ancora pochi. Possiamo e dobbiamo lavorare in questo senso, per esempio incrementando l’attività regionale.
Un’ultima domanda: Se ti dovessi chiedere di scegliere una cosa positiva e una cosa negativa di questa stagione appena conclusa, quali sarebbero? E cosa auspichi per la stagione 2019/2020?

Le cose positive sono diverse. Se mi chiedi di sceglierne una direi i risultati agonistici dei nostri rappresentanti agli Europe in Belgio. Nonostante le numerose rinunce, infatti (dovute anche alla scelta da parte della Fistf di una data infelice, come noi avevamo a suo tempo segnalato alla stessa federazione internazionale, siamo riusciti ad allestire una spedizione che ha conquistato diversi titoli, senza far sfigurare nessuno e dando la possibilità di gareggiare e indossare la maglia della nazionale ad altri bravi giocatori. Tra le cose negative ci metterei il clima di litigiosità che talvolta si crea tra alcuni club e tesserati e tra club e direttivo o altri organi, come ad esempio la giustizia sportiva. Occorre remare tutti insieme verso la crescita. Le guerre tra poveri non fanno bene a nessuno.

D: E ora lo spazio “libero”: a te la direzione!

R: Mah, potremmo parlare di tante cose… Vediamo… Forse potrei rispondere alla domanda se il calcio da tavolo e il subbuteo hanno un futuro, dal momento che molti dicono che quando smetteranno di giocare gli attuali quarantenni-cinquantenni non ci sarà più un bacino sufficiente di praticanti. Ecco, effettivamente il rischio c’è. Tocca a noi fare in modo che non accada, attraverso impegno ed attenzione nei confronti non solo dell’organizzazione agonistica ma anche, e soprattutto, verso politiche di crescita e divulgazione del gioco. Non è facile. Ma abbiamo il dovere di provarci.

Ringraziamo Cesare Natoli per le sue risposte con cui ha ricostruito il quadro generale del mondo FISCT attuale, facendo anche chiarezza su argomenti su cui spesso è difficile reperire informazioni certe.
Non possiamo far altro che augurargli buon lavoro, in particolare per quanto concerne la crescita del movimento giovanile, e invitare voi lettori a interagire attraverso questa pagina e Forumsubbuteo.it.

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