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Risponde la FISCT. Grazie a Cesare Natoli
#1
Ciao Cesare e benvenuto nella nostra rubrica. Innanzitutto grazie per aver accettato il nostro invito e per essere qui a rappresentare la FISCT, ma prima di entrare nel merito del tuo ruolo ufficiale ti andrebbe di raccontarci chi è Cesare Natoli e come sei entrato in contatto con il Subbuteo?


Grazie a voi per l’invito, a nome mio e del Consiglio Direttivo. Nella vita faccio l’insegnante di Filosofia e Storia e il musicologo. Sono sposato e ho due figli. Come molti della mia generazione, ho conosciuto il subbuteo alla fine degli anni ’70, quando ricevetti una scatola come regalo per la prima comunione. Mi iscrissi a un club di Messina, affiliato alla FICMS. Conservo ancora gelosamente la tessera. Il club fece una discreta attività, ma solo a livello locale, sino al 1981. Poi si sciolse. Nel 1983 lo rifondai, ma eravamo solo in tre tesserati. Poi restai solo, perché gli altri si trasferirono. Non mi arresi: giocavo per ore anche in solitaria, organizzando tornei su tornei. Dalla seconda metà degli anni ’80, però, gli impegni di studio presero il sopravvento. L’ho riscoperto grazie al web e a quelli che poi diventeranno i miei attuali compagni di club. nel 2008.

D: La tua Sicilia è sicuramente una delle regioni più vive dal punto di vista subbuteistico, qual è stato il tuo contributo negli anni e come pensi possa evolvere in futuro?

R: Direi che la vivacità e la salute del movimento calciotavolistico siciliano sono il frutto di un lavoro corale. Per primi vanno citati i club di Siracusa e Catania, che hanno tenuto accesa la fiammella anche negli anni bui. Successivamente, sono nate diverse nuove realtà, che hanno avuto la capacità di agire in maniera sinergica, lavorando molto sui giovani e sugli esordienti (è proprio in Sicilia che abbiamo realizzato la sperimentazione della categoria esordienti, oggi trasformata in quella sorta di cadetteria che chiamiamo “promozione”) e dando vita a un circuito regionale veramente molto attivo. I frutti si raccolgono già da diversi anni: basti pensare a realtà come Barcellona Pozzo di Gotto (promossa quest’anno in serie A con il Catania), Bagheria, splendida protagonista in serie B, Palermo, fresca della promozione in C, dove andrà a far compagnia al Messina. Sono inoltre certo che presto riprenderà quota anche il Siracusa.

D: Volendo trovare un parallelismo tra Subbuteo e filosofia potremmo dire che esistono una scuola “classica” ed una “moderna” con relative peculiarità ed estimatori, più o meno oltranzisti, dell’una e dell’altra. Come si pone il Professor Natoli rispetto a queste due realtà?

R: Credo si tratti davvero di due filosofie di gioco diverse. E, per certi versi, la Fisct, pur avendo giustamente perseguito da quattro anni a questa parte, con convinzione, l’organizzazione di attività agonistiche anche con il subbuteo tradizionale, oltre a quelle consuete calciotavolistiche, ha il dovere di lavorare affinché tali identità e peculiarità vengano conservate. Al contempo, però, va ricordato che per chi ci guarda dall'esterno tale differenza, sostanzialmente, non esiste, e di questo, in termini di promozione e divulgazione, dobbiamo tenere assolutamente conto. Di contrapposizioni e integralismi, invece, non vorrei mai sentire parlare: sono atteggiamenti miopi e improduttivi per tutti.

D: Parliamo ora del tuo ruolo all'interno della FISCT, visto che tu sei il Responsabile comunicazione e sviluppo giovani. Al di là del titolo autoesplicativo, ci potresti illustrare nel dettaglio i compiti che ti spettano?

R: Guarda, anche prima di entrare nel consiglio direttivo mi è sempre piaciuto offrire un contributo al movimento, sostanzialmente, su tre fronti: l’approccio al gioco da parte dei più giovani, l’attenzione nei confronti di chi, da adulto, inizia o ricomincia a giocare (quando ho ripreso io, infatti, ho avuto quasi subito l’impressione che si potesse fare di più per incoraggiare i neofiti e prestare loro una maggiore attenzione) e fare qualcosa per la comunicazione, dal momento che sono anche giornalista pubblicista. Così, quando si è concretizzata la possibilità di entrare nel board, il presidente e gli altri membri mi hanno chiesto di continuare su queste tre direzioni.

D: Il discorso dei giovani e del loro sviluppo è sicuramente uno degli argomenti più “spinosi” del nostro mondo, se non il più spinoso, e negli anni si sono provate molte soluzioni senza però trovare una strada veramente efficace. Quali sono gli interventi che state attuando in questo momento e quali quelli che vorreste far partire in futuro?

R: Dici bene: si tratta di un tema molto delicato e complesso. Già nel 2014 me ne sono occupato, come coordinatore della commissione giovanile. Direi che esistono due ordini di difficoltà, per certi versi estranei alla volontà di questo o di quel direttivo; tre problemi esterni, difficili da affrontare. Il quarto, invece, può forse essere affrontato con successo dal direttivo, a patto che si riesca a trovare la giusta soluzione. Vado per ordine. Per prima cosa, va ricordato che i giochi da tavolo subiscono da anni la concorrenza crescente dell’uso di dispositivi elettronici, com'è noto. In secondo luogo, l’attività agonistica presuppone spesso dei grandi spostamenti in termini di distanza e un’assunzione di responsabilità molto forte da parte degli adulti che gestiscono il club; per non parlare del fatto che non è affatto semplice trovare genitori disposti ad affidare i propri ragazzi ai club perché li portino a centinaia di chilometri di distanza per uno o più giorni. Spesso, infatti, gli under sono figli di giocatori, o, comunque, vengono accompagnati nelle trasferte dai genitori. Terza cosa: oggi i ragazzi vengono iscritti dai genitori a club e associazioni che praticano vari sport, come il calcio, il tennis, il nuoto. Un genitore sa che, in base allo sport scelto, avrà dei vantaggi per il figlio: il nuoto allarga le spalle, il calcio lo fa muovere e socializzare, e così via. Nel calcio da tavolo, invece, non si è mai chiari su quali possano essere i vantaggi della sua pratica; vantaggi che, invece, ci sono. Questi tre sono problemi strutturali, sui quali è difficile intervenire, anche se non impossibile. In quarto luogo, ci sono le strategie che un direttivo può mettere in atto. Noi, ad esempio, stiamo puntando sul progetto scuola, che dà la possibilità ai club interessati di presentare un progetto alle scuole del territorio per l’insegnamento del calcio da tavolo-subbuteo e di usufruire di un piccolo supporto economico da parte della FISCT. L’auspicio è che i ragazzi vengano poi al club, ovviamente. Ma anche se ciò non accade si saranno comunque raggiunti due obiettivi: centinaia di ragazzi avranno conosciuto il subbuteo e noi avremo acquisito una dignità didattica e pedagogica della quale abbiamo assolutamente bisogno, anche per i motivi che ho esposto prima. Un’altra cosa sulla quale stiamo lavorando è la collaborazione con la PGS, l’ente di promozione sportiva con il quale abbiamo siglato un importante accordo degli scorsi mesi. Le polisportive salesiane, infatti, prestano molta attenzione al mondo giovanile e avremmo l’intenzione, l’anno prossimo, di avviare attività negli oratori. Speriamo di riuscirci. Del resto, è probabilmente solo incrementando le attività locali che la partecipazione dei giovanissimi può crescere, anche per i motivi che ho esposto in precedenza e relativi al problema delle distanze.

D: Un altro argomento che genera molte discussioni è la partecipazione attiva dei giocatori al di fuori dell’impegno dei campionati nazionali. Come membro del Direttivo, che ha quindi maggiore visibilità sui numeri reali, qual è secondo te il reale stato di salute del movimento?

R: Come sai bene, si parla spesso del fatto che i club sono ‘campionatocentrici’, ossia interessati prevalentemente ai campionati nazionali a squadre. In parte, francamente, è vero. Tuttavia, non per tutti è così e a fronte di alcuni tornei che fanno pochi numeri ce ne sono altri che hanno sempre molto successo in termini di partecipazione. La differenza credo la faccia la qualità dell’organizzazione, il più delle volte. I tesserati, al momento, sono circa 1600. Di più rispetto a qualche anno fa, certo, ma ancora pochi. Possiamo e dobbiamo lavorare in questo senso, per esempio incrementando l’attività regionale.
Un’ultima domanda: Se ti dovessi chiedere di scegliere una cosa positiva e una cosa negativa di questa stagione appena conclusa, quali sarebbero? E cosa auspichi per la stagione 2019/2020?

Le cose positive sono diverse. Se mi chiedi di sceglierne una direi i risultati agonistici dei nostri rappresentanti agli Europe in Belgio. Nonostante le numerose rinunce, infatti (dovute anche alla scelta da parte della Fistf di una data infelice, come noi avevamo a suo tempo segnalato alla stessa federazione internazionale, siamo riusciti ad allestire una spedizione che ha conquistato diversi titoli, senza far sfigurare nessuno e dando la possibilità di gareggiare e indossare la maglia della nazionale ad altri bravi giocatori. Tra le cose negative ci metterei il clima di litigiosità che talvolta si crea tra alcuni club e tesserati e tra club e direttivo o altri organi, come ad esempio la giustizia sportiva. Occorre remare tutti insieme verso la crescita. Le guerre tra poveri non fanno bene a nessuno.

D: E ora lo spazio “libero”: a te la direzione!

R: Mah, potremmo parlare di tante cose… Vediamo… Forse potrei rispondere alla domanda se il calcio da tavolo e il subbuteo hanno un futuro, dal momento che molti dicono che quando smetteranno di giocare gli attuali quarantenni-cinquantenni non ci sarà più un bacino sufficiente di praticanti. Ecco, effettivamente il rischio c’è. Tocca a noi fare in modo che non accada, attraverso impegno ed attenzione nei confronti non solo dell’organizzazione agonistica ma anche, e soprattutto, verso politiche di crescita e divulgazione del gioco. Non è facile. Ma abbiamo il dovere di provarci.

Ringraziamo Cesare Natoli per le sue risposte con cui ha ricostruito il quadro generale del mondo FISCT attuale, facendo anche chiarezza su argomenti su cui spesso è difficile reperire informazioni certe.
Non possiamo far altro che augurargli buon lavoro, in particolare per quanto concerne la crescita del movimento giovanile, e invitare voi lettori a interagire attraverso questa pagina e Forumsubbuteo.it.
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